Disconnettersi

20 Settembre 2020
1 min read

Avete mai avuto la tentazione di disconnettervi? Anche solo per un giorno o per qualche ora? 

Vi siete chiesti se siete in grado, o se ne avete la forza?  Disconnettersi da tutto e da tutti? Lasciare che le notizie non ci inseguano più, che i social siano all’oscuro su quello che stiamo pensando, che stiamo facendo? Lasciare muto WhatsApp, non rivolgere nessun cinguettio a Twitter e mandare Instagram in bianco e tenere le foto solo per i nostri ricordi?

Probabilmente sì, almeno lo spero. Ma quali potrebbero essere gli effetti, e perché ci siamo ridotti così?

Dal rapporto ‘Net Children Go Mobile’ realizzato dall’Università Cattolica di Milano emerge che il 79% dei ragazzi tra 9 e 16 anni dice di sentirsi in dovere di essere sempre raggiungibile, il 52% di avere un forte bisogno di controllare sempre il cellulare e il 43% si sente a disagio perché non può controllare il cellulare in caso di mancanza di campo o di batteria scarica.

Anche se questi dati fanno riferimento a una fascia ben precisa della popolazione, quella adolescenziale, non è molto diversa la situazione tra gli adulti. La necessità di sentirsi sempre connessi, raggiungibili è virale. Neanche quando si va in vacanza, momento deputato al relax e al distacco dalle attività che ci provocano stress, riusciamo a fare a meno della connessione. Una delle prime cose che chiediamo all’Hotel dove soggiorneremo è il WiFi.  

Ma perché ci siamo ridotti così?

Oggi il modello vigente è quello della produttività alla velocità della luce. La fibra è la cartina di tornasole, la sua diffusione indica l’indice di modernità di un paese. Tutto deve essere veloce, connesso e condiviso. Fuori da questi canoni sembra non poter esserci sviluppo, modernità, civiltà. 

La connessione diventa il fulcro di tutte le possibili interazioni e comunicazioni con la nostra comunità. La relazione con il cellulare si sostituisce a quelle reali, il virtuale diventa il luogo delle relazioni verosimili. Si ha paura di essere soli senza la connessione per poi accorgersi che la vera solitudine è rappresentata dall’incapacità di intrattenere una vera relazione umana basata sul contatto, sull’interazione e sulla sana comunicazione a due. Connessi con tutti, in relazione con nessuno. 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

archivio

Il mio podcast

Follow Me

Previous Story

Omicidio di Stato

Next Story

Cittadino di serie B

Ascolta il mio Podcast

Go toTop

Don't Miss